Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
Una "controstoria" dell'esporre che analizza e rilegge gli allestimenti in ottica di sostenibilità.
Gli aggiornamenti sulle ricerche attualmente svolte da aziende, enti, progettisti e ricercatori dell'exhibit.
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BBPR – Castello Sforzesco
Milano – 1948
Rinascita e riscoperta
Lo studio BBPR, sotto la direzione di Costantino Baroni, ha intrapreso un importante progetto di restauro e rinnovamento dell’allestimento del Castello Sforzesco, un intervento cruciale e necessario dopo i devastanti bombardamenti del 1943. Questo progetto si distingue come uno dei più significativi adeguamenti di un edificio storico a uso museale in Italia nel secondo dopoguerra, segnando una tappa fondamentale nella valorizzazione del patrimonio culturale del paese.
Il team di BBPR ha concepito un percorso espositivo innovativo, in grado di unire armoniosamente le opere d’arte al contesto architettonico del castello. Utilizzando materiali tradizionali come ferro battuto, legno e pietra, il progetto non solo richiama lo stile distintivo dell’edificio, ma crea anche un dialogo tra passato e presente. Le predisposizioni per l’allestimento sono state progettate in modo da consentire una futura ridisposizione degli artefatti, facilitando così una fruizione mirata e dinamica delle opere.
Questa attenzione al design e alla funzionalità ha portato a una riprogettazione degli spazi interni, che non solo migliora l’accessibilità, ma arricchisce anche l’esperienza del visitatore. Le installazioni sono state integrate in modo tale da valorizzare la struttura storica del castello, trasformando ogni sala in un ambiente immersivo che invita alla scoperta. Il risultato è un’esperienza coinvolgente e coerente, che permette ai visitatori di apprezzare non solo le opere esposte, ma anche la storia e l’architettura del Castello Sforzesco stesso, promuovendo un profondo legame con il patrimonio culturale e la storia di Milano.
La luce proviene principalmente da due dispositivi, uno che punta sul soffitto diffondendo in modo omogeneo l’illuminazione mentre altri faretti sono più dedicati alle singole opere. In questo modo di creano giochi di luce che sottolineano i dettagli degli spazi senza invadere l’atmosfera, permettendo una fruizione delicata e coerente con il contesto museale.
Ricerca di Susanna Tessari per il Laboratorio Exhibit Design (Prof. D.Crippa)Università Iuav di Venezia - Laurea magistrale in Design del prodotto, della comunicazione e degli interni.
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