Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
Una "controstoria" dell'esporre che analizza e rilegge gli allestimenti in ottica di sostenibilità.
Gli aggiornamenti sulle ricerche attualmente svolte da aziende, enti, progettisti e ricercatori dell'exhibit.
Gli strumenti e le normative per calcolare e monitorare l'impatto di un allestimento.
Soluzioni di eco-desgin per creare allestimenti riadattabili evitando di danneggiare le componenti.
Open call, pubblicazioni scientifiche e libri: una raccolta di articoli e ricerche dal network.
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Lina Bo Bardi – Museu de Arte de São Paulo (MASP)
São Paulo – 1957
Arte e Spazio nel Museo di San Paolo
Nel 1996, l’allestimento del Museo d’arte di San Paolo venne rimosso, ma nel 2015 ha riacquistato nuova vita grazie all’iniziativa del nuovo direttore, Adriano Pedrosa. La sua visione ha portato a un cambiamento significativo: anziché seguire una narrazione lineare dell’arte, ha scelto di favorire un coinvolgimento più empatico dei visitatori. Questa decisione ha trasformato l’esperienza museale, rendendo le sale del museo un luogo di scoperta e interazione. Attualmente, i quadri galleggianti sono disposti in ordine cronologico, creando un flusso visivo che invita i visitatori a immergersi nel contesto storico e artistico delle opere. Circondati dal panorama urbano di San Paolo, i visitatori si trovano di fronte a una distesa di arte che li stordisce e cattura la loro attenzione. Questo allestimento non solo valorizza le opere, ma offre anche una nuova interpretazione del dialogo tra l’arte e il contesto in cui si inserisce.
La sala del museo offre un’esperienza visiva e spaziale unica, grazie all’armoniosa integrazione tra luce naturale e artificiale. Le ampie finestre permettono alla luce del giorno di entrare, interagendo con l’illuminazione artificiale e creando atmosfere mutevoli che valorizzano le opere esposte. Inoltre, l’integrazione tra interno ed esterno arricchisce ulteriormente l’esperienza, permettendo ai visitatori di percepire il museo come parte integrante della vibrante città che lo circonda.
L’illuminazione conferisce maggiore orizzontalità ampliando l’effetto riempitivo dell’allestimento. I fasci di luce orizzontali illuminano i corridoi tra le opere con luce soffusa, mentre le opere sono illuminate in modo puntuale con dei faretti.
Ricerca di Gabriele Pastore per il Laboratorio Exhibit Design (Prof. D.Crippa)Università Iuav di Venezia - Laurea magistrale in Design del prodotto, della comunicazione e degli interni.
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