Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
Una "controstoria" dell'esporre che analizza e rilegge gli allestimenti in ottica di sostenibilità.
Gli aggiornamenti sulle ricerche attualmente svolte da aziende, enti, progettisti e ricercatori dell'exhibit.
Gli strumenti e le normative per calcolare e monitorare l'impatto di un allestimento.
Soluzioni di eco-desgin per creare allestimenti riadattabili evitando di danneggiare le componenti.
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Ernesto Nathan Rogers – Triennale di Milano
Milano – 1951
Uomo – Architettura – Uomo
La seconda sala della XI Triennale di Milano è dedicata al rapporto tra uomo e architettura. Nell’abstract della mostra, il progettista Ernesto Nathan Rogers scrive:
“Questa sala è dedicata all’architettura, espressione concreta dell’uomo, sintesi della sua misura fisica e spirituale. La misura fisica dell’uomo determina le dimensioni necessarie dell’architettura: è la misura costante, dovuta alle nostre condizioni anatomiche e fisiologiche. Ma infinite variazioni subisce la misura necessaria nel soddisfare le complesse attività dell’uomo e le sue aspirazioni. Lo spirito creativo, mentre la interpreta, le conferisce diverse grandezze. Uomo, architettura, uomo: ecco il ciclo continuo, che si salda eguagliando il fine all’origine.”
Le opere di grandi dimensioni sono state disposte a diverse altezze al centro della sala, alta quasi 7 metri, a formare una composizione spaziale che avvolge il visitatore, ponendolo al centro del progetto.
Lo spettatore quindi si rapporta con un’”architettura” e diventa architettura stessa, enfatizzando quel rapporto uomo – architettura – uomo che costituisce il concept della mostra. Il pavimento è stato ricoperto di ciottoli per enfatizzare la sensazione di un ambiente esterno.
Ogni opera è posizionata in maniera tale che si formino diversi punti di vista, che mettono in relazione le varie opere in maniera sempre diversa, andando a creare, all’interno della stessa sala, situazioni e significati sempre nuovi.
Giunti con aggancio per ancorare i cavi in tensione, fissati a soffitto
2 giunti uniti da un sistema che permette la rotazione a 360° e lo spostamento in tutte le varie direzioni
Giunto con appoggio a pavimento
Vengono create diverse situazioni e punti di vista, in cui le opere assumono significati diversi a seconda di dove vengono guardate.
Luce da cantiere posta a pavimento che conferisce monumentalità alla struttura principale. Non c’è una fonte di luce fissa, ma viene spostata a seconda dell’occorrenza e i cavi vengono nascosti sotto i ciottoli del pavimento.
Ricerca di Federica Bison per il Laboratorio Exhibit Design (Prof. D.Crippa)Università Iuav di Venezia - Laurea magistrale in Design del prodotto, della comunicazione e degli interni.
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