Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
Una "controstoria" dell'esporre che analizza e rilegge gli allestimenti in ottica di sostenibilità.
Gli aggiornamenti sulle ricerche attualmente svolte da aziende, enti, progettisti e ricercatori dell'exhibit.
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Achille e Pier Giacomo Castiglioni – Padiglione Montecatini
Fiera Campionaria di Milano – 1967
Protagonisti del Domani
Nel padiglione Montecatini della mostra “Chimica = un domani + sicuro” del 1967, Achille e Pier Giacomo Castiglioni creano un ambiente caratterizzato da un grande vuoto bianco lucido, eliminando i componenti verticali del luogo. Questo progetto, innovativo e minimalista, mette lo spettatore al centro, trasformandolo nell’unico elemento verticale e protagonista di un futuro incerto ma promettente.
La scelta di rimuovere ogni ingombro fisico rende lo spazio un’esperienza immersiva e quasi metafisica, dove la percezione diventa più importante della materia. I visitatori sono guidati da giochi di luce progettati da Luciano Damiani e da un sofisticato apparato sonoro realizzato da Roberto Costa, che, grazie a suggestive transizioni luminose e stimoli acustici, aiutano a individuare e a interagire con le unità espositive sapientemente nascoste nel vuoto architettonico.
Le immagini visive, progettate con cura da Max Huber, sono posizionate in volumi sfondati verso l’alto e diventano veri punti focali, orientando lo sguardo e invitando alla riflessione su un futuro dominato e plasmato dalla chimica, nel quale l’innovazione tecnologica sembra offrire sia sicurezza che nuove opportunità. Nella sala finale, una delle più suggestive dell’intera esposizione, un “pozzo” riflettente crea un gioco di specchi che permette agli spettatori di vedersi moltiplicati all’infinito.
Questo dispositivo genera un profondo effetto simbolico, trasmettendo una sensazione di infinite possibilità e interazioni con il tema della mostra, spingendo i visitatori a riflettere sulla loro presenza e sul loro ruolo attivo in un futuro collettivo, in cui scienza, tecnologia e umanità si fondono per costruire un domani più sicuro e consapevole.
L’esposizione è pensata per essere attraversata in maniera piuttosto libera dal visitatore, sfruttando anche il grande spazio a disposizione.
Ricerca di Giulia Coschina per il Laboratorio Exhibit Design (Prof. D.Crippa)Università Iuav di Venezia - Laurea magistrale in Design del prodotto, della comunicazione e degli interni.
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