Gallerie comunali di Palazzo Bianco

Franco Albini – Palazzo Bianco

Genova – 1949

Arte in Sospensione

Franco Albini ha ridefinito l’allestimento museale nel primo dopoguerra, segnando una svolta nell’approccio espositivo. Ispirato dalle teorie di Giulio Carlo Argan sui musei aperti e dalle scelte artistiche di Caterina Marcenaro, Albini concepisce uno spazio in cui le opere dialogano con l’ambiente, formando una narrazione coerente e tridimensionale.

Utilizzando tubolari, fili di sospensione e motori, Albini riesce a creare un’interazione dinamica e innovativa con le opere. Gli oggetti sembrano fluttuare, eliminando la percezione del curatore come presenza dominante e permettendo ai visitatori di vivere un’esperienza immersiva.

Il progetto si adatta perfettamente agli ambienti del Palazzo Bianco di Genova, che diventa un elemento armonico e non un semplice contenitore per le opere.

L’allestimento integra luci naturali e artificiali per esaltare il carattere cinematografico delle esposizioni, rendendo lo spettatore non solo un osservatore passivo ma un attore coinvolto. La disposizione degli elementi enfatizza il rapporto tra arte e spazio, contribuendo a una visione contemporanea e innovativa della fruizione museale.

Questo approccio ha gettato le basi per un nuovo modo di concepire i musei, dove l’architettura, l’illuminazione e il design espositivo collaborano per valorizzare il potenziale espressivo delle opere d’arte.

Codici dell’allestimento

Percorsi e flussi delle persone

Il percorso progettato segue la conformazione dello spazio allestitivo.

Sottoelementi e materiali

Principali fasci luminosi

Credits

Ricerca di Salvatore Iuliano per il Laboratorio Exhibit Design (Prof. D.Crippa)
Università Iuav di Venezia‭ ‬- Laurea magistrale in Design del prodotto‭, ‬della comunicazione e degli interni.