Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
Una "controstoria" dell'esporre che analizza e rilegge gli allestimenti in ottica di sostenibilità.
Gli aggiornamenti sulle ricerche attualmente svolte da aziende, enti, progettisti e ricercatori dell'exhibit.
Gli strumenti e le normative per calcolare e monitorare l'impatto di un allestimento.
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Achille Castiglioni – Palazzo Reale
Milano – 1980
Le Donne dell’Avanguardia
“L’altra metà dell’avanguardia” è una mostra tenuta al Palazzo Reale di Milano dal febbraio all’aprile del 1980, curata da Lea Vergine e allestita dall’architetto Achille Castiglioni, con grafiche di Grazia Varisco.
L’obiettivo era mettere in luce le centoundici artiste che, tra il 1910 e il 1940, affiancarono i loro colleghi maschi nei movimenti artistici, spesso trascurate a causa della misoginia dell’epoca.
La curatrice ha scelto di non privilegiare le “prime donne”, ma di dare spazio a un’ampia gamma di artiste, tutte presentate in modo equo.
L’allestimento, caratterizzato da un design limpido, offre a ciascuna artista un’identica area espositiva, con vetrinette per documenti.
Castiglioni, nel restituire luce al palazzo, accosta reperti di artiste dimenticate alle loro opere, dando loro finalmente visibilità.
L’idea centrale dell’allestimento è restituire all’opera d’arte il suo valore spaziale e cromatico, strettamente legato alla luce.
Un elemento ricorrente, le curve delle tele bianche, si distaccano dal soffitto e si incurvano verso il pavimento, rompendo la rigidità della sala espositiva e creando un dialogo visivo tra le opere e l’ambiente.
Le ombre morbide proiettate dalle tele amplificano l’effetto di movimento, rendendo l’intera esperienza visiva più fluida e in sintonia con lo spirito di riscoperta e valorizzazione che la mostra intende promuovere.
Vengono create diverse situazioni e punti di vista, in cui le opere assumono significati diversi a seconda di dove vengono guardate.
L’illuminazione della mostra esalta le opere con una luce diffusa e modulata. Faretti mobili direzionati evidenziano dettagli specifici, creando giochi di ombre e riflessi. I cavi sono nascosti alla vista, integrati nell’allestimento per mantenere la pulizia estetica e valorizzare ogni area espositiva, garantendo un’esperienza visiva coerente e immersiva.
Ricerca di Beatrice Rosetti per il Laboratorio Exhibit Design (Prof. D.Crippa)Università Iuav di Venezia - Laurea magistrale in Design del prodotto, della comunicazione e degli interni.
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