Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
Una "controstoria" dell'esporre che analizza e rilegge gli allestimenti in ottica di sostenibilità.
Gli aggiornamenti sulle ricerche attualmente svolte da aziende, enti, progettisti e ricercatori dell'exhibit.
Gli strumenti e le normative per calcolare e monitorare l'impatto di un allestimento.
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Formafantasma – Padiglione centrale, giardini della Biennale
Venezia – 2020
Arte e Storia
“Muse Inquiete” è la mostra concepita in occasione del 125° anniversario della Biennale di Venezia, volta a esplorare l’interazione tra l’evoluzione della Biennale e i grandi eventi globali, facendo emergere crisi politiche, trasformazioni istituzionali e l’evoluzione di nuovi linguaggi artistici.
Curata dal duo Formafantasma e allestita all’interno del Padiglione Centrale, la mostra è articolata in sei stanze disposte cronologicamente. Di particolare rilievo è la sala n. 2, dedicata agli eventi dal 1928 al 1964, e suddivisa in due sezioni principali: “La Biennale durante il Fascismo” (1928-1945) e “La Guerra Fredda e i nuovi ordini mondiali” (1947-1964).
Questa sala rappresenta il cuore dell’allestimento grazie alla ricchezza documentaria e alla riflessione sui contesti storici che hanno influenzato l’arte e la cultura. Il design espositivo si distingue per l’uso di materiali essenziali, come cornici e tavoli in compensato grezzo non verniciato, combinati con grandi stampe in bianco e nero di documenti e fotografie d’archivio.
I documenti non sono semplici supporti informativi, ma veri elementi architettonici, il cui impatto visivo conferisce una dimensione monumentale alla sala. Il sistema modulare scelto dai curatori, con connettori di ottone che uniscono i vari elementi espositivi, consente di creare composizioni versatili e dinamiche. Questo approccio progettuale non solo valorizza il contenuto storico-artistico ma lo integra perfettamente nello spazio espositivo, offrendo un’esperienza immersiva e coinvolgente per il visitatore.
La stanza ha un unico ingresso ed un’unica uscita. Il visitatore è portato ad attraversare lo spazio con un flusso a ‘serpentina’.
La luce della stanza è artificiale, generata da un lucernario posto esattamente al centro della sala.
Ricerca di Matteo Campagna per il Laboratorio Exhibit Design (Prof. D.Crippa)Università Iuav di Venezia - Laurea magistrale in Design del prodotto, della comunicazione e degli interni.
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