Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
Una "controstoria" dell'esporre che analizza e rilegge gli allestimenti in ottica di sostenibilità.
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Kazimir Malevich
Pietrogrado – 1915
Tra spazio, luce e percezione
Nel 1915, Kazimir Malevich presenta la mostra “0.10. Ultima mostra futurista” a Pietroburgo, un evento cruciale per il movimento suprematista. Il titolo della mostra simboleggia una “tabula rasa” (0) da cui ripartire e il numero dei partecipanti (10). Malevich espone 29 opere, occupando le pareti in modo pervasivo, senza gerarchia visiva e senza un percorso prestabilito, invitando i visitatori a esplorare liberamente.
Le opere fluttuano nello spazio, alcune aderendo alla parete, altre sporgendo, in particolare il famoso “Black Square”, collocato in un angolo che richiama la tradizione russa delle icone cristiane.
L’allestimento è studiato per evocare una quarta dimensione, riflettendo le idee del matematico russo del “Tertium Organum”, che sosteneva che gli occhi potessero accedere a nuove percezioni.
La sala è illuminata solo da aperture naturali, limitando la fruizione della mostra a poche ore del giorno, creando un’atmosfera unica e immersiva. “0.10” rappresenta quindi un momento di innovazione artistica e di riflessione sul rapporto tra spazio, luce e percezione.
Le tele sono disposte in ordine sparso, alternando inclinazioni differenti, non sempre protendono verso l’occhio dell’osservatore, ma si mostrano nel loro insieme.
L’uso esclusivo di luce naturale nella mostra può essere interpretato come una combinazione di necessità pratiche e scelte artistiche mirate a creare un’esperienza visiva unica e dinamica.
Ricerca di Carlotta Bianchi per il Laboratorio Exhibit Design (Prof. D.Crippa)Università Iuav di Venezia - Laurea magistrale in Design del prodotto, della comunicazione e degli interni.
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