Creative Climate Tool

Julie’s Bicycle

Gran Bretagna – 2010

Gli Strumenti Museali per la Sostenibilità: Toolkit per le Esposizioni

Julie’s Bicycle è un’organizzazione no-profit pionieristica che mobilita le arti e la cultura per affrontare la crisi climatica, ambientale e sociale. Fondata dall’industria musicale nel 2007, oggi collabora con oltre 2000 organizzazioni nel Regno Unito e a livello internazionale, combinando competenze culturali e ambientali. L’obiettivo di Julie’s Bicycle è creare programmi ad alto impatto e promuovere cambiamenti nelle politiche per affrontare la crisi climatica.

Missione: Mobilitare le arti e la cultura per agire contro la crisi climatica, ambientale e di giustizia sociale.

Obiettivi: Julie’s Bicycle supporta il settore culturale nel diventare a zero emissioni nette di carbonio, ripristinare la natura, ispirare l’azione pubblica e promuovere la giustizia ambientale.

Valori:

  • L’azione climatica richiede responsabilità e cura, attraverso un impegno collettivo di tutta la comunità culturale.
  • La crisi climatica è anche una crisi culturale, che richiede un cambiamento nelle narrazioni e nelle pratiche culturali.
  • Le arti e la cultura hanno un ruolo fondamentale nell’ispirare il pubblico e creare nuovi modi di vivere.
  • L’organizzazione si basa su scienza, dati e competenze per guidare il suo lavoro.
  • Julie’s Bicycle promuove la giustizia climatica, riconoscendo che la crisi colpisce in modo sproporzionato chi ha meno contribuito a causarla.

CC Tools

Creative Climate Tools sono stati creati da Julie’s Bicycle per offrire alle organizzazioni culturali strumenti efficaci per affrontare la crisi climatica e contribuire a costruire un futuro sostenibile per il settore delle arti.

Lanciati nel 2010, i Creative Climate Tools (originariamente conosciuti come Creative Green Tools) sono stati i primi nel loro campo. Riconosciuti a livello internazionale, sono considerati i principali strumenti online per il monitoraggio ambientale, progettati specificamente per il settore artistico e culturale.

Attualmente, più di 2.000 organizzazioni in 43 paesi fanno uso attivo dei Creative Climate Tools. Segnalando la propria impronta di carbonio e analizzando l’impatto oltre le sole emissioni, le organizzazioni partecipano a un crescente movimento creativo per il clima. Questo contribuisce a migliorare la comprensione pubblica di come il mondo culturale stia agendo per affrontare le sfide climatiche.

(Basato sul numero di organizzazioni attive dal 2009, che hanno creato e salvato la propria impronta di carbonio utilizzando gli strumenti).

Cosa possono misurare i Creative Climate Tools?

I CC Tools sono un calcolatore di carbonio gratuito e un tracker per monitorare l’impatto “Beyond Carbon”, che permette ad artisti e organizzazioni culturali di misurare il proprio impatto ambientale, monitorare i progressi e prendere decisioni strategiche.

Questi strumenti aiutano a registrare e valutare l’impatto di spazi, uffici, tour, progetti, eventi e festival, considerando diverse aree come il consumo energetico, l’uso dell’acqua, i rifiuti, i viaggi, il trasporto merci e i materiali. Inoltre, la checklist interattiva Beyond Carbon consente di registrare le azioni ambientali che vanno oltre le emissioni, per offrire una visione più completa e stimolare ulteriori miglioramenti.

Tra le nuove funzionalità ci sono:

  • Maggiore sicurezza e stabilità della piattaforma
  • Funzionalità per il lavoro da remoto
  • Aggiornamenti per viaggi di lavoro/tour/rifiuti/materiali
  • Impostazione del budget di carbonio
  • Percorsi per raggiungere l’azzeramento delle emissioni nette
  • Modello/calcolatore di ritorno sugli investimenti
  • Strumento di previsione per valutare l’impatto in tempo reale
  • Emissioni personalizzate da fonti secondarie
  • Stima dell’impronta ambientale su misura per i progetti

Struttura del toolkit “Creative Climate Tool”

Credits

Julie’s Bicycle in partnership con Arts Council England, Centre for Sustainable Practice in the Arts (Canada), The Independent Music Companies Association (UK and USA) e British Film Institute