Impact model

URGE – Design Museum

Londra – 2023

Gli Strumenti Museali per la Sostenibilità: Toolkit per le Esposizioni

Il tema della sostenibilità nei musei è attualissimo e ricco di opportunità. Un aspetto cruciale è la gestione delle mostre, che può giocare un ruolo significativo nella riduzione delle emissioni. Secondo il documento ‘Exhibition Design for Our Time’ del collettivo URGE e del Design Museum, i musei possono adottare diverse strategie sostenibili nella progettazione e organizzazione delle mostre.

Intervenire sugli edifici, sull’uso dell’energia per illuminazione e climatizzazione, e sui materiali usati per le esposizioni sono passi fondamentali. Decidere con attenzione il contenuto, la durata delle mostre e i partner con cui collaborare può ridurre notevolmente l’impatto ambientale. Tuttavia, uno degli ostacoli principali è la mancanza di normative nazionali e internazionali specifiche per la sostenibilità museale.

Un esempio virtuoso è il progetto del collettivo URGE per la mostra “Waste Age” del Design Museum di Londra, dove è stato creato un Impact Model per monitorare le fasi del ciclo di vita di una mostra, dalla pre-esibizione alla post-esibizione. Questo modello ha permesso di calcolare l’impatto ambientale della mostra, fornendo dati utili per future esposizioni più sostenibili.

Lo scopo di questo strumento è quello di consentire ai responsabili dei progetti espositivi di effettuare una valutazione comparativa dell’impronta di carbonio del ciclo di vita dello sviluppo, della produzione e dell’accoglienza di una nuova mostra.

Lo strumento consente inoltre agli utenti di confrontare le opzioni, in particolare per quanto riguarda i tipi e il trasporto degli oggetti e i materiali di costruzione.

I risultati di questo strumento sono stime dell’impronta totale e della sua distribuzione tra sviluppo, oggetti, tournée, costruzione, strutture e rifiuti di una mostra. Lo scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto potenziale delle decisioni prese durante il ciclo di vita di una mostra e di stimolare le domande, gli apprendimenti e gli sforzi per ridurre l’impronta ambientale delle mostre future.

L’accuratezza dei risultati di questo strumento dipende dalla qualità e dalla completezza degli input, nonché dalla specificità del modello stesso, e deve quindi essere considerata una valutazione “di screening”.

LINEE GUIDA PER L’USO

1. Inserire nel modo più completo possibile i campi evidenziati in rosso chiaro:

  • Operazioni della sede: Aggiungere l’indirizzo della sede principale e le letture dei contatori e tutti gli indirizzi delle sedi itineranti.
  • Sviluppo: Aggiungere tutte le parti interessate e completare la sezione
  • Oggetti: Tutti gli oggetti da esporre
  • Casse / Trasporto / Materiali : Tutta la logistica prevista per il tour
  • Costruzione: Tutti i materiali da costruzione previsti – la revisione può essere fatta dall’appaltatore
  • Attrezzature AV e luci: Tutte le attrezzature A&V e di illuminazione previste

2. Una volta che l’elenco degli oggetti, il design 2D e 3D e le commissioni per l’AV e l’illuminazione sono definitivi, aggiungere i dati relativi alla quantità, all’approvvigionamento e alla qualità nei campi evidenziati in GIALLO, comprese le decisioni sulla probabilità che gli elementi vengano portati in tournée o meno.

3. Esaminare la colonna “Contributo al carbonio” per identificare i punti critici per le emissioni di carbonio in ogni fase e indagare sulle opportunità di riduzione delle emissioni con il relativo “proprietario” di tali emissioni.

4. Continuare a migliorare l’accuratezza e la completezza degli input, in particolare per quanto riguarda il tour (sia la designazione degli elementi che i dettagli del tour).

5. Durante la disattivazione, catturare i flussi di rifiuti nella scheda “Rifiuti”.

6. Continuare a migliorare l’accuratezza e la completezza degli input, in particolare per quanto riguarda i viaggi (sia la designazione degli articoli che i dettagli dei viaggi).

7. Durante la disattivazione, acquisire i flussi di rifiuti nella scheda “Rifiuti”.

Questo strumento deve essere considerato come una risorsa in evoluzione. Man mano che si renderanno disponibili informazioni più specifiche sulle emissioni di carbonio delle imprese, sul carbonio incarnato dei materiali e sugli impatti del trattamento dei rifiuti, esse dovranno essere incorporate nell’inventario esistente in questo strumento.
Allo stesso modo, l’evoluzione dei metodi di rendicontazione dovrebbe riflettersi in questo strumento.

Nonostante questi progressi, la mancanza di strumenti condivisi e di una normativa specifica rimane un problema. I musei devono collaborare per sviluppare soluzioni settoriali condivise e ottenere supporto politico per garantire una transizione sostenibile efficace. Solo attraverso una collaborazione coordinata e l’adozione di strumenti aggiornati sarà possibile trasformare i musei in veri centri di ricerca e innovazione sulla sostenibilità.

Struttura del toolkit “Impact Model”

Credits

URGE – Design Museum. Waste Age: What can design do? – 2023, London.