Dal Plexiglas di scarto a nuova materia artistica

Università Iuav di Venezia

2025

La sperimentazione a caldo sul PMMA

Una ricerca nell’ambito del Cluster NSBVN – Sustainable Exhibit trasforma gli scarti di Plexiglas da allestimento in un nuovo materiale per artefatti artistici, attraverso processi di lavorazione a caldo

Dopo gli interventi frontalUna ricerca nell’ambito del Cluster NSBVN – Sustainable Exhibit trasforma gli scarti di Plexiglas da allestimento in un nuovo materiale per artefatti artistici, attraverso processi di lavorazione a caldo

Il riuso degli scarti da esposizione è al centro della ricerca “Non si butta via niente – Metodi per la riduzione del rifiuto da esposizioni, processi di riuso e riciclo”, condotta da Giuseppe Damiani nell’ambito del progetto NSBVN – Sustainable Exhibit, finanziato dalla Regione del Veneto (PR Veneto FSE+ 2021-2027) e sviluppato presso il Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia, sotto la responsabilità scientifica dei proff. Alberto Bassi e Davide Crippa.

Il progetto affronta il problema della sostenibilità nel sistema dell’exhibit, un settore ad alto impatto ambientale, muovendosi su due fronti complementari: da un lato la progettazione di sistemi espositivi open-source pensati per essere riutilizzabili e riadattabili; dall’altro il recupero e la trasformazione degli scarti plastici prodotti dalle mostre stesse. È su questo secondo fronte che si concentra la sperimentazione sul PMMA.

Dalla mappatura degli scarti alla scelta del Plexiglas

Una prima fase di ricerca desk ha riguardato la mappatura degli scarti e dei rifiuti da mostra all’interno dei musei e dei partner del network, evidenziando una grande quantità di materiali grafici e segnaletiche di origine plastica — Forex, Poliplat, Polionda e Plexiglas — che solitamente non trovano spazio nei cicli produttivi tradizionali di riciclo. Analizzando filiera, diffusione e quantità disponibili, la scelta è ricaduta sul PMMA (Plexiglas), dando avvio a un filone di sperimentazione a caldo articolato in due direzioni: da un lato i semilavorati provenienti dalle mostre e gli sfridi di produzione dei partner, dall’altro gli scarti derivati dal taglio del materiale.

La sperimentazione a caldo

L’analisi qualitativa dei campioni ha permesso di osservare il comportamento del materiale al calore in funzione della quantità utilizzata. Da qui è nata l’idea di accoppiare il Plexiglas ad altre tipologie di plastica, aprendo un nuovo filone dedicato alla creazione di pattern grafici e a un campionario di possibilità decorative.

Un aspetto particolarmente interessante emerso dallo studio riguarda la trasformazione delle proprietà ottiche del materiale: sottoposto a più cicli di cottura e utilizzo, il Plexiglas perde progressivamente la propria trasparenza, dando origine a un “nuovo” materiale che conserva le caratteristiche fisiche originarie ma acquisisce una colorazione scura, tendente al grigio — un effetto che apre a possibilità estetiche ed espressive non previste dal materiale di partenza.

Risultati

La sperimentazione ha portato a risultati concreti e trasferibili:

  • l’inquadramento di temperatura e tempi necessari per la lavorazione a caldo del materiale;
  • l’individuazione dei materiali plastici compatibili con il Plexiglas e i suoi derivati;
  • la creazione di materiali alternativi derivati dal riutilizzo del Plexiglas;
  • la creazione di un abaco di pattern utilizzabili;
  • la definizione di una tecnica di lavorazione per la realizzazione di artefatti artistici.

La ricerca si è svolta prevalentemente a Venezia, nelle diverse sedi dell’Università Iuav, con permanenze anche in Lombardia, e si è conclusa nel febbraio 2025.

Conclusione

La sperimentazione dimostra come uno scarto apparentemente povero e difficile da ricollocare nei cicli produttivi tradizionali — il Plexiglas da allestimento — possa diventare, attraverso un processo di lavorazione a caldo mirato, materia prima per una nuova produzione artistica. Il decadimento della trasparenza, lungi dall’essere un difetto, si trasforma in cifra estetica del materiale rigenerato: un esempio di come la ricerca sui rifiuti da esposizione possa restituire valore tecnico e narrativo a ciò che normalmente viene smaltito.

Credits

Giuseppe Damiani — Destinatario dell’intervento di ricerca
Responsabili scientifici: prof. Alberto Bassi, prof. Davide Crippa
Università Iuav di Venezia – Dipartimento di Culture del Progetto
Progetto NSBVN – Sustainable Exhibit, PR Veneto FSE+ 2021-2027