La svolta ecologica dell’esporre – La dimensione museale al tempo della sostenibilità

Università Iuav di Venezia

Venezia – 2024

Articolo scientifico

Il paper mette a punto un sistema di analisi critica per comprendere gli aspetti di sostenibilità e qualità dell’esporre. Per farlo si identificano i Codici dell’Esporre definibili come nuove chiavi di lettura di allestimenti utili a costruire un nuovo apparato valoriale nell’Exhibit Design. L’analisi pone particolare attenzione alla complessità del Codice Ambiente, legato alla sostenibilità, e ne esplora le potenzialità progettuali.

Contesto e obiettivi della ricerca
La sostenibilità non è più soltanto ambientale, ma integra dimensioni economiche, sociali e culturali. La definizione ICOM (Praga, 2022) inserisce esplicitamente la sostenibilità nella missione dei musei, riconoscendone il ruolo di attori civici nella transizione. Nonostante ciò, il settore mostra ancora bassa maturità: conoscenza limitata degli SDGs, assenza di linee guida e figure dedicate, prevalenza di allestimenti temporanei costosi e poco riutilizzabili. L’obiettivo della ricerca è fornire strumenti critici e operativi per orientare il progetto verso pratiche circolari senza sacrificare qualità narrativa ed esperienza.

La responsabilità nei musei
Le indagini recenti sul comparto museale europeo mostrano ritardi significativi nell’adozione di pratiche sostenibili. La natura temporanea degli allestimenti — fortemente caratterizzati, con tempi compressi e smontabilità spesso trascurata — genera sprechi di risorse e difficoltà di riuso. In questo quadro, i musei sono chiamati a diventare infrastrutture culturali responsabili, capaci di attivare processi educativi, gestionali e progettuali coerenti con la transizione ecologica.

Metodologia
La ricerca adotta una lettura contro-storica dell’Exhibit Design per derivare invarianti utili al progetto contemporaneo. Su una base di 90 casi studio (1915–2018) sono stati selezionati 6 allestimenti emblematici per formalizzare tre codici “classici” — C-S, C-A, C-O — e introdurre il quarto codice, C-AM, imprescindibile oggi per valutare impatti e cicli di vita. Il metodo integra analisi storico-critica, verifica progettuale e valutazione sistemica (materiali, energia, logistica, manutenzione, post-mostra).

I tre codici dell’esporre
L’analisi contro-storica di 90 casi studio permette di individuare tre costanti progettuali utili a leggere l’Exhibit Design contemporaneo.
C-S riguarda il ruolo del luogo espositivo; C-A la costruzione della messa in scena; C-O il contenuto esposto. I due allestimenti dei Castiglioni chiariscono la dinamica tra questi livelli: il Padiglione RAI (1956) introduce un sistema modulare, flessibile e riusabile; La chimica (1967) enfatizza la dimensione immersiva ma mostra limiti di smontabilità e gestione post-mostra. I tre codici rivelano come l’efficacia narrativa nasca spesso dal loro bilanciamento selettivo, ma evidenziano anche l’assenza di un parametro oggi imprescindibile: la sostenibilità.

La complessità del codice ambiente
Il Codice Ambiente (C-AM) identifica la componente sistemica dell’allestimento, quella che comprende tutte le variabili legate alla sostenibilità materiale, energetica e operativa del progetto. A differenza dei tre codici tradizionali (C-S, C-A, C-O), il C-AM non riguarda un singolo livello dell’esporre ma permea tutte le fasi — pre-montaggio, uso e post-mostra — integrando parametri come matericità, logistica, consumi, microclima, manutenzione, durabilità e possibilità di riuso. Nel paper, il C-AM è definito come un meta-codice: una struttura di lettura trasversale che richiede un approccio multidisciplinare e che permette di valutare la sostenibilità dell’allestimento nella sua complessità complessiva, evidenziando sia le buone pratiche sia le criticità che rimangono invisibili nei soli codici C-S, C-A e C-O.

Conclusioni

Il settore museale sta attraversando una trasformazione necessaria, resa evidente dall’insostenibilità degli allestimenti temporanei e da una cultura progettuale incapace di rispondere alle nuove esigenze ambientali. Ciò richiede l’introduzione di prospettive e metodologie alternative, capaci di superare le pratiche tradizionali dell’Exhibit Design. La rilettura critica della storia dell’esporre permette di costruire una diversa tradizione disciplinare e di definire strumenti qualitativi aggiornati: i Codici dell’EsporreCodice Sfondo (C-S), Codice Allestimento (C-A), Codice Oggetto (C-O) — che trovano nel Codice Ambiente (C-AM) la componente sistemica capace di integrare le istanze della contemporaneità. I quattro Codici consentono una lettura del progetto che attraversa l’intero ciclo dell’allestimento, mettendo in evidenza tanto le buone pratiche quanto le criticità strutturali. La loro adozione rappresenta l’avvio di una riformulazione profonda dell’Exhibit Design, orientata all’integrazione della sostenibilità e alla necessaria svolta ecologica dell’esporre.

Credits

Autori del paper
Davide Crippa, Luca Botta.

Doi: https://www.and-architettura.it/index.php/and/article/view/652