Sustainability, Museums, and Codes of Exhibition Design. History and Counter-History of Exibition Design

Università Iuav di Venezia

Venezia – 2025

Sostenibilità, Musei e Codici dell’Esporre. Storia e controstoria dell’Exhibit Design.

La ricerca analizza il ruolo dell’Exhibit Design nella transizione sostenibile dei musei, oggi chiamati a esercitare una funzione culturale e sistemica sempre più estesa. Attraverso la revisione critica di oltre novant’anni di progetti, lo studio individua tre costanti dell’esporre e introduce un quarto elemento – il Codice Ambiente – come chiave interpretativa e operativa per ripensare il ciclo di vita dell’allestimento.

Introduzione
La sostenibilità contemporanea richiede di anticipare i bisogni futuri integrando dimensioni ambientali, economiche, sociali e culturali. In questo scenario, i musei — riconosciuti dall’ICOM 2022 come istituzioni chiamate a contribuire allo sviluppo sostenibile — assumono un ruolo strategico. Con oltre 95.000 realtà e fino a 2 miliardi di visite annue, essi costituiscono infrastrutture culturali globali capaci di attivare processi di trasformazione. La ricerca propone una lettura dell’Exhibit Design basata sull’individuazione di tre costanti progettuali ricorrenti e introduce un quarto elemento, il Codice Ambiente, derivato da una rilettura critica della storia dell’esporre.

La sostenibilità nei musei
Nonostante le loro potenzialità, molti musei non hanno ancora integrato la sostenibilità nei processi interni. L’indagine NEMO (2022) evidenzia una conoscenza limitata degli SDGs, l’assenza di figure o team dedicati e ostacoli sistemici quali carenza di risorse e scarso supporto istituzionale. Le criticità emergono con particolare evidenza negli allestimenti temporanei, caratterizzati da costi a fondo perso e impatti ambientali significativi. Esperienze come The Waste Age (2021) mostrano tuttavia che strategie basate su riuso, modularità, materiali biodegradabili e approcci LCA possono ridurre in modo sostanziale l’impronta ecologica delle mostre. Questo scenario conferma la necessità di superare barriere normative e culturali, costruendo una nuova tradizione dell’esporre fondata su processi più circolari.

Metodologia
La ricerca si basa su 102 casi studio, selezionati in base a rilevanza storico-progettuale, tracciabilità documentale e potenziale di reinterpretazione. L’impostazione metodologica si ispira alla contro-storia delineata da Zevi, privilegiando una lettura critica e trasversale dell’Exhibit Design. L’analisi mette in luce tre codici ricorrenti — Sfondo, Allestimento, Oggetto — che consentono di leggere la struttura interna dei progetti espositivi. Una seconda fase rilegge i casi storici secondo il parametro della sostenibilità, facendo emergere nuove invarianti progettuali e delineando il Codice Ambiente come meta-codice capace di riconfigurare le relazioni tra i tre codici originari.

Da Zevi e le Invarianti ai Tre Codici dell’Esporre
Fin dagli studi di Caliari, l’allestimento è inteso come tecnica del mostrare in uno spazio architettonicamente definito, mediante codici compresenti. Applicando l’approccio retrospettivo di Zevi alla disciplina espositiva, emergono tre costanti progettuali:

– Codice Sfondo (CS) – il luogo architettonico dell’esposizione;

– Codice Allestimento (CA) – L’apparato scenico e gli strumenti di messa in scena;

– Codice Oggetto (CO) – il contenuto esposto e il suo statuto.

Gli esempi storici — da Albini ai Castiglioni, da Mari ai casi più recenti — mostrano come l’efficacia dell’esposizione derivi dal bilanciamento tra i tre codici e dalle loro interazioni.

Una Controstoria dell’Esporre: la Sostenibilità come Opportunità
L’uso della sostenibilità come lente retrospettiva consente di trasformare la storia in strumento operativo per il presente, in linea con l’anti-essenzialismo di Zevi (e con Popper). Il confronto di casi dei Maestri evidenzia modelli antitetici: La chimica domani e oggi (1967), potente sul piano comunicativo ma material-intensiva e non progettata per il post-mostra; il Padiglione RAI (1956), impostato su giunti e pannelli riconfigurabili, orientato a smontaggio e riuso; la Sala Materie Plastiche (Fiera del Mobile), con micro-sistemi modulari autoilluminati; fino a casi come TOURISMS: suitCase Studies (1991), in cui il display coincide con la logistica di trasporto. La contro-storia individua principi operativi che anticipano un approccio circolare all’exhibit.

Conclusioni

Il settore museale attraversa una fase di transizione che richiede un ripensamento radicale dell’Exhibit Design. I tre codici dell’esporre offrono un quadro interpretativo per leggere la complessità del progetto espositivo; il Codice Ambiente ne amplia la portata, integrando logiche di ciclo di vita, energia, logistica e disassemblaggio. Questa matrice estesa apre tre prospettive operative: definire linee guida per gli allestimenti, riorientare modelli didattici introducendo la sostenibilità nella fase progettuale, e contribuire alla costruzione di un quadro normativo per il settore.

Credits

Ideazione dello studio
Davide Crippa

Raccolta dati
Davide Crippa, Luca Botta, Barbara Di Prete.

Analisi dati
Davide Crippa, Luca Botta, Barbara Di Prete.

Stesura del paper
Davide Crippa, Luca Botta, Barbara Di Prete.

Doi: https://doi.org/10.30682/diid8526j