Valorizzazione dei rifiuti tessili post-consumo

Università Iuav di Venezia

Veneto – 2024

Pratiche di riciclo per la definizione di un processo di produzione di neomateriali

Il reimpiego di scarti e rifiuti tessili ha acquisito una crescente importanza nel settore del design e degli allestimenti, non solo come risposta alla necessità di ridurre gli sprechi e il consumo di risorse nel settore moda, ma anche come opportunità di innovazione nel campo del material design.

È sempre più frequente l’impiego di rifiuti tessili post-consumo per la realizzazione di arredi, pannelli acustici, elementi divisori, materiale da rivestimento, rappresentando una pratica che ci consente di trasformare il modo in cui si pensa al design sostenibile, favorendo una cross-fertilizzazione tra settori diversi.

Grazie a queste best practice, viene riscritto il destino di risorse che altrimenti sarebbero state smaltite in discarica o incenerite e che si trasformano in elementi funzionali e dall’estetica pregevole, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale complessivo dei settori coinvolti da un lato, re-impiegando dei materiali giunti al loro fine vita e, dall’altro, evitando l’impiego di materie prime.

L’argomento è al centro di una ricerca di dottorato in Design per il Made in Italy presso l’Università Iuav di Venezia e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e co-finanziata da Insieme Cooperativa Sociale di Vicenza.  Nello studio, in una prima fase di mappatura di esempi virtuosi, sono state identificate alcune realtà che operano nel campo del riciclo tessile sia sul territorio nazionale che internazionale.

Di seguito verrà presentata una panoramica di realtà che sono diventate esempi di buone pratiche nel riciclo dei rifiuti tessili post-consumo in fibre miste, sfruttando delle pratiche di riciclo alternative, e garantendo una nuova vita tramite processi di upcycling a dei rifiuti che, a causa di lacune tecnologiche o vincoli normativi, spesso non riescono a rientrare nei classici canali di recupero.

Nazena (Vicenza, Italia)
Nazena si distingue per la sua capacità di recuperare sia scarti industriali che materiali post-consumo da cooperative e associazioni. Attraverso un processo di selezione e classificazione dei tessuti, eliminando eventuali applicazioni non tessili, l’azienda riesce a sfibrare i tessuti trasformandoli in nuove fibre. Queste vengono compattate e modellate, grazie a collanti naturali brevettati, per creare prodotti finali o semilavorati come packaging, mobilio, oggettistica e pannelli acustici. Nazena rappresenta un modello virtuoso per il riutilizzo di fibre naturali e sintetiche, proponendo una filiera completamente sostenibile.

Flukso (Udine, Italia)
Flukso è un’azienda specializzata nella produzione di tessuti per tappezzeria ricavati da polipropilene di scarto. Il loro prodotto di punta, Gyre, appartiene alla linea Recycled ed è certificato Global Recycled Standard (GRS), un riconoscimento internazionale per la produzione sostenibile di tessuti. Il processo di riciclo meccanico adottato da Flukso consente di ridurre l’impatto ambientale del ciclo produttivo, dimostrando come i materiali di scarto possano essere trasformati in risorse utili per il design d’interni.

Manifattura Maiano (Campi Bisenzio, Italia)
L’azienda toscana Manifattura Maiano ha sviluppato Recycletherm Km 0, un pannello termoisolante e fonoassorbente realizzato con fibre riciclate provenienti dagli scarti industriali del distretto tessile pratese e da materiali post-consumo. Il processo produttivo è particolarmente ecologico, poiché non richiede l’uso di acqua, prodotti chimici o collanti. La sostenibilità del prodotto è garantita anche dalla possibilità di riciclarlo completamente a fine vita. Grazie a uno studio LCA (Life Cycle Assessment), l’azienda è riuscita a migliorare ulteriormente le caratteristiche ambientali del prodotto.

FabBrick (Parigi, Francia)
FabBrick è un’azienda francese che ha brevettato una tecnologia innovativa per trasformare scarti tessili in semilavorati o prodotti finiti. L’azienda si focalizza su tre modelli principali: la vendita diretta di materiale di rivestimento, la trasformazione degli scarti tessili dei clienti in prodotti su misura e la vendita di pezzi di design già pronti. FabBrick si occupa direttamente del recupero degli scarti, garantendo una gestione completa del ciclo di vita del materiale.

Albini Next & Fedrigoni (Bergamo – Verona, Italia)
La collaborazione tra Albini Next e Fedrigoni ha dato vita a “Futura”, un cartoncino realizzato al 75% con cellulosa e al 25% con scarti di cotone provenienti da processi di tessitura. Questo innovativo materiale è utilizzato per la produzione di supporti cartacei per presentazioni aziendali, dimostrando come gli scarti tessili possano trovare applicazioni anche al di fuori del settore tessile tradizionale. Il processo ha permesso di riciclare quasi una tonnellata di tessuti, confermando la validità dell’approccio circolare.

Neaustima (Vilnius, Lituania)
Neaustima trasforma scarti tessili industriali in prodotti come feltri e filati. Il feltro prodotto è utilizzato principalmente nell’industria del mobile come imbottitura e nell’industria in generale come isolante o materiale da imballaggio. L’approccio meccanico dell’azienda permette di recuperare un’ampia gamma di materiali, inclusi poliestere, lana, cotone e altre fibre miste, riducendo sensibilmente i rifiuti tessili.

Kvadrat Really (Ebeltoft, Danimarca)
Kvadrat Really è un progetto che trasforma lana e cotone post-consumo in pannelli e feltri, utilizzati per rivestimenti e come superfici per tavoli. Grazie all’utilizzo di scarti industriali e a un legante termoplastico, i prodotti risultano sostenibili, funzionali e visivamente accattivanti, con variazioni cromatiche naturali dovute all’assenza di coloranti artificiali.

Surface Matter (Lille – Angers, Francia)
Surface Matter produce pannelli fonoassorbenti e materiali di rivestimento a partire da rifiuti pre e post-consumo. Le fibre riciclate vengono infeltrite e pressate a caldo, creando un materiale robusto e versatile, utilizzato sia per migliorare l’acustica degli ambienti sia per l’arredo. L’azienda si distingue per la qualità estetica e funzionale dei suoi pannelli, che combinano materiali naturali e sintetici.

Conclusione

Le realtà descritte sono un esempio tangibile di come il riciclo tessile non sia solo un’opzione per ridurre l’impatto ambientale del settore tessile e moda, ma anche una strada per innovare nel settore del material design e dell’exhibit design. Attraverso processi di recupero e trasformazione, questi materiali di scarto trovano una seconda vita, diventando prodotti di valore per l’arredamento e gli allestimenti. Questi progetti rivestono un’importanza cruciale nel facilitare la comprensione e l’implementazione pratica dei paradigmi promossi dall’approccio sistemico dell’economia circolare applicato al design.

Credits

Dottoressa Carmen Digiorgio Giannitto

Università Iuav di Venezia – Università della Campania Luigi Vanvitelli

Dottorato di Interesse Nazionale in Design per il Made in Italy – DEMIT XXXVIII ciclo

tutor: prof. Davide Crippa

co-tutor: ing. Giorgia Dall’Osteria

azienda partner: Cooperativa Sociale Insieme