Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
Una "controstoria" dell'esporre che analizza e rilegge gli allestimenti in ottica di sostenibilità.
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Piero Polato
1999
Tra modularità, funzionalità e nuove possibilità espositive
La mostra itinerante “100 Oggetti del Design Italiano” (1999-2000), allestita all’interno del Salone d’Onore del Palazzo dell’Arte della Triennale di Milano, ha rappresentato un momento importante di riflessione sulla cultura del design italiano. Il progetto espositivo, curato da Piero Polato, si distingue per l’equilibrio tra semplicità ed efficacia, grazie all’impiego di un sistema modulare di strutture curve, capace di dare forma a un percorso dinamico, fluido e leggibile.
Il cuore dell’allestimento è stato il Systempiù Orsogril, una collaborazione con lo storico marchio specializzato nella produzione di grigliati metallici. La struttura espositiva si componeva di moduli in acciaio elettrosaldato, assemblati attraverso bulloni e ganci fermagrigliato. L’alternanza tra grigliati curvi e lineari, unita a ripiani di appoggio, ha permesso di creare superfici capaci di sostenere e sospendere oggetti di diversa scala e natura.
Il sistema si è rivelato estremamente versatile: le linee curve, oltre a conferire leggerezza visiva, guidavano i visitatori in un flusso continuo e intuitivo. L’utilizzo dell’acciaio come materiale principale ha garantito robustezza e stabilità, oltre a un’estetica coerente con il linguaggio industriale dell’allestimento.
Tuttavia, emergono alcune criticità legate alla sostenibilità del progetto. L’abbondanza di elementi di fissaggio e la natura temporanea del riutilizzo dei semilavorati riducono la durabilità e la flessibilità del sistema. Per rendere il Systempiù ancora più innovativo e sostenibile, si potrebbe ripensare la modularità dei componenti, prevedendo giunti rapidi che non richiedano la continua rimozione di bulloni e ganci.
Inoltre, la forma curva dei grigliati potrebbe offrire ulteriori opportunità espositive se reinterpretata: ad esempio, ribaltando i moduli lungo l’asse verticale o componendoli in sequenze nuove, si potrebbero creare elementi multifunzionali, in grado di ospitare oggetti non solo sopra, ma anche sotto o in sospensione. Questa evoluzione potrebbe ampliare ulteriormente il potenziale di un sistema già brillante, trasformandolo in uno strumento espositivo sempre più flessibile, intuitivo e sostenibile.
Ricerca TOCC – Digitale della Società Social Factory e condotta dal gruppo di lavoro Politecnico di Milano, Clister NSBVN – Sustainable Exhibit e Ideas Srl.
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