Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
Una "controstoria" dell'esporre che analizza e rilegge gli allestimenti in ottica di sostenibilità.
Gli aggiornamenti sulle ricerche attualmente svolte da aziende, enti, progettisti e ricercatori dell'exhibit.
Gli strumenti e le normative per calcolare e monitorare l'impatto di un allestimento.
Soluzioni di eco-desgin per creare allestimenti riadattabili evitando di danneggiare le componenti.
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Nendo
2019
Arte e artigianato a Kanazawa
L’allestimento della mostra The Current State of Kanazawa Crafts presenta 62 oggetti realizzati da 50 artigiani locali all’interno del 21st Century Museum of Contemporary Art di Kanazawa, nel Giappone occidentale. Il progetto si distingue per l’utilizzo di serre domestiche industriali come elementi espositivi, un’idea semplice e intelligente che coniuga funzionalità, minimalismo e sostenibilità.
Queste serre, realizzate in vetro, sono dotate di scaffalature integrate e cablaggi preinstallati per l’illuminazione, garantendo una struttura ordinata e discreta che valorizza la varietà degli oggetti esposti. La scelta di utilizzare strutture già esistenti e facilmente riutilizzabili ha permesso di ridurre significativamente i rifiuti generati dall’allestimento, evidenziando un approccio progettuale attento alla circolarità.
L’analisi del dettaglio costruttivo dei giunti, realizzati in plastica monomateriale, rivela un equilibrio interessante tra estetica, funzionalità e sostenibilità. L’utilizzo di componenti ad incastro semplifica il montaggio e smontaggio, rendendo il sistema reversibile e adattabile ad altri contesti espositivi. Questa caratteristica permette di ridurre la presenza visiva del sistema allestitivo, lasciando il massimo spazio agli oggetti esposti, senza che la struttura li sovrasti.
Tuttavia, se da un lato la plastica (specie se riciclata e riciclabile) risulta una scelta intelligente in ottica di riduzione degli sprechi, dall’altro può rappresentare un limite in termini di resistenza meccanica e durabilità nel tempo. La sfida, quindi, è bilanciare la leggerezza e la modularità con la solidità richiesta per esposizioni ripetute.
Questa analisi mi ha portata a riflettere su quanto ogni scelta progettuale incida non solo sull’estetica e sulla funzionalità di un allestimento, ma anche sulla sua sostenibilità e durata nel tempo. Ho potuto approfondire l’importanza di un approccio consapevole, in grado di integrare materiali, tecniche costruttive e design in funzione delle necessità espositive e dell’impatto ambientale. Un metodo di lavoro che sento importante sviluppare per futuri progetti, dove estetica e responsabilità progettuale devono procedere insieme.
Ricerca TOCC – Digitale della Società Social Factory e condotta dal gruppo di lavoro Politecnico di Milano, Clister NSBVN – Sustainable Exhibit e Ideas Srl.
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