Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
Una "controstoria" dell'esporre che analizza e rilegge gli allestimenti in ottica di sostenibilità.
Gli aggiornamenti sulle ricerche attualmente svolte da aziende, enti, progettisti e ricercatori dell'exhibit.
Gli strumenti e le normative per calcolare e monitorare l'impatto di un allestimento.
Soluzioni di eco-desgin per creare allestimenti riadattabili evitando di danneggiare le componenti.
Open call, pubblicazioni scientifiche e libri: una raccolta di articoli e ricerche dal network.
home > Soluzioni
Franco Albini
1953
Leggerezza e modularità
La mostra La Nuova Arte Italiana, allestita alla Liljevalchs Konsthall di Stoccolma nel 1953, si proponeva di raccontare cinquant’anni di cultura italiana, mettendo in dialogo arti figurative, decorative e architettura. L’evento faceva parte di una strategia di promozione culturale volta a presentare un’Italia moderna e industriale, ma ancora profondamente legata alla propria tradizione artistica e artigianale.L’architetto Franco Albini ideò un allestimento innovativo, caratterizzato dall’uso di teli in tarlatana sospesi che ridefinivano lo spazio, abbassando visivamente le sale e creando un’atmosfera avvolgente e diffusa. Il percorso espositivo era fluido e immersivo, grazie a una struttura modulare e riconfigurabile, basata su elementi autoportanti in acciaio collegati tramite traverse metalliche.Un elemento chiave dell’allestimento era l’anello in compensato, che fungeva da supporto per i velari, garantendo continuità visiva e un ordine geometrico. Albini non si limitò a suddividere lo spazio, ma lo trasformò in un ambiente dinamico, in cui trasparenze e materiali leggeri guidavano il visitatore in un’esperienza sensoriale coinvolgente.Dal punto di vista tecnico, la struttura si avvaleva di giunti metallici ingegnosi: prigionieri e piastre metalliche garantivano stabilità, mentre tasselli e aste modulari consentivano flessibilità e adattabilità. Tuttavia, l’uso della tarlatana presentava criticità, essendo un materiale fragile e soggetto a usura, e la sovrapposizione dei velari richiedeva una gestione attenta.L’allestimento di Albini rimane un esempio di equilibrio tra estetica, funzionalità e tecnica, dimostrando come il design possa trasformare uno spazio espositivo in un’esperienza immersiva e identitaria.
Ricerca TOCC – Digitale della Società Social Factory e condotta dal gruppo di lavoro Politecnico di Milano, Clister NSBVN – Sustainable Exhibit e Ideas Srl.
Nome utente o indirizzo email
Password
Ricordami