Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
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Achille Castiglioni
1980
Rigore, funzionalità e poesia visiva
La mostra L’altra metà dell’avanguardia, curata da Lea Vergine e allestita da Achille Castiglioni al Palazzo Reale di Milano nel 1980, ha rappresentato un’importante operazione culturale di riscoperta di 111 artiste dimenticate, attive tra il 1910 e il 1940. L’allestimento, pur semplice, si è rivelato estremamente raffinato e funzionale. Castiglioni ha scelto un trattamento paritario per ogni artista: vetrine e spazi espositivi identici, per restituire giustizia visiva ed equilibrio narrativo.
Elemento caratterizzante erano le vele bianche, tese tra soffitto e pavimento tramite profili metallici e giunti a vite, che non solo ridefinivano lo spazio, ma riflettevano la luce, creando un’atmosfera luminosa e ordinata. Ogni sala era pensata per favorire una lettura lineare delle opere: corde sospese tra le file di bacheche guidavano il visitatore lungo un percorso chiaro e senza confusione. Le sale erano arricchite da pareti triangolari in pannelli bitamburati, rivestiti in bianco, che introducevano dinamismo e movimento.
Il soffitto e le pareti, coperti da strutture provvisorie in cartongesso e teloni per nascondere i danni dei bombardamenti, dimostravano lo spirito di adattamento e il rispetto del contesto da parte del progettista. Il pavimento, già coperto da una moquette grigia di 1.500 mq, venne integrato nell’allestimento senza stravolgimenti.
Gli espositori e i pannelli sospesi, fissati con cavi elastici in tensione, favorivano un ordine visivo e una suddivisione discreta dello spazio. Anche la comunicazione visiva era studiata con cura: cartelli tondi su piedistalli e cartellini inclinati accompagnavano il visitatore senza disturbare l’equilibrio generale.
Questa analisi mi ha permesso di osservare da vicino la capacità di Castiglioni di risolvere problemi pratici con soluzioni eleganti, spesso basate sull’uso di materiali e arredi già presenti, adattati con intelligenza. L’allestimento è stato per me un esempio concreto di come funzionalità, narrazione e sostenibilità possano convivere in un progetto semplice ma potentissimo, capace di parlare ancora oggi.
Ricerca TOCC – Digitale della Società Social Factory e condotta dal gruppo di lavoro Politecnico di Milano, Clister NSBVN – Sustainable Exhibit e Ideas Srl.
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