Le Muse Inquiete

Formafantasma

2020

Sostenibilità tra memoria e sperimentazione

La mostra “Le muse inquiete. La Biennale di Venezia di fronte alla storia”, curata dai sei direttori artistici e coordinata da Cecilia Alemani, ripercorre i momenti più significativi della Biennale attraverso sei discipline e importanti periodi storici: dagli anni del Fascismo alla Guerra Fredda, dal Sessantotto al Postmoderno, fino alla globalizzazione.

L’allestimento, progettato dallo studio Formafantasma, si basa su un sistema modulare composto da telai e tavoli in compensato grezzo, pensato per essere smontato e riutilizzato in future esposizioni d’archivio. La scelta di materiali semplici e di grandi stampe d’archivio, insieme a tessuti dalle tonalità morbide, crea un ambiente accogliente e rilassante in cui il visitatore può interagire con opere di piccole dimensioni e testi ricchi di contenuto.

Il progetto espositivo mira a coniugare estetica, funzionalità e sostenibilità. Tuttavia, dall’analisi critica emergono alcune contraddizioni: l’utilizzo massiccio di compensato, se da un lato riduce lo spreco grazie alla modularità, dall’altro rischia di generare un impatto visivo e ambientale più alto del previsto. La struttura modulare facilita il montaggio ma presenta criticità legate alla fragilità dei giunti, che potrebbero richiedere manutenzioni frequenti.

Nonostante queste criticità, l’allestimento rappresenta un tentativo innovativo di affrontare le sfide del design contemporaneo. Potrebbe diventare un modello educativo, promuovendo la consapevolezza sulla sostenibilità nell’allestimento museale, con ulteriori margini di miglioramento attraverso il coinvolgimento di artisti e designer sensibili alle pratiche green e l’integrazione di tecnologie che ottimizzino montaggio e durata delle strutture.

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Ricerca TOCC – Digitale della Società Social Factory e condotta dal gruppo di lavoro Politecnico di Milano, Clister NSBVN – Sustainable Exhibit e Ideas Srl.