Mostra di Poesia Concreta

Angiolo Giuseppe Fronzoni

1969

La leggerezza strutturale nell’allestimento

Nel 1969, A. G. Fronzoni progetta l’allestimento della “Mostra di Poesia Concreta” nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, oggi sede della Biennale di Venezia. La mostra, curata da Dietrich Malhow e Arrigo Lora-Totino, offriva uno sguardo approfondito sulla sperimentazione concreta, visiva e fonetica della poesia di ricerca, dove il focus si sposta dal significato delle parole alla loro forma, disposizione e forza grafica.

L’allestimento era composto da 91 espositori contenenti 145 tavole visuali. Fronzoni concepisce uno spazio essenziale, capace di dialogare con la ricchezza architettonica della sala senza sovrastarla, guidando il visitatore in un percorso immersivo.

Per realizzare questa struttura leggera e ordinata, Fronzoni si affida al sistema tubo-giunto Innocenti, ideato da Ferdinando Innocenti negli anni ’30. Questo sistema, originariamente nato per i ponteggi da cantiere, trova qui un’applicazione innovativa come esoscheletro espositivo. Il giunto Innocenti si compone di due “cappelli” snodabili e un nucleo centrale che consente di bloccare tubi ortogonali per attrito, con un sistema di serraggio rapido e sicuro.

Nel tempo, la versatilità del tubo-giunto ha portato alla creazione di molte varianti: giunti ortogonali, per tubi paralleli, orientabili e di testa, accompagnati da basette stabili per l’appoggio a terra. Ancora oggi, sistemi analoghi sono facilmente reperibili in ferramenta e grandi store per il bricolage come Leroy Merlin, Tecnomat o Brico. Tra i principali produttori specializzati figurano aziende come Casotti, Socome, Ibe Group e Gruppo Sif, impegnate nella produzione di strutture per edilizia e ponteggi.

L’allestimento di Fronzoni rappresenta un esempio di come un elemento tecnico semplice possa essere reinterpretato in chiave progettuale, diventando un dispositivo espositivo capace di esaltare la leggerezza, la modularità e la sostenibilità del montaggio e smontaggio.

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