Padiglione Rai 1956

Achille & Pier Giacomo Castiglioni

1956

Modularità e interazione

Nel 1956, la Rai decide di ampliare la propria presenza fieristica acquisendo un capannone presso “Porta Agricoltura” per promuovere i propri programmi. La struttura, anonima e rettangolare, viene trasformata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni attraverso un sistema espositivo innovativo, basato su una catena di pannelli esagonali in legno di dimensioni variabili. Questi pannelli, decorati con grafiche di Heinz Waibl e Giancarlo Iliprandi, illustrano il palinsesto Rai e si sviluppano lungo entrambi i piani dell’edificio, rendendo l’allestimento dinamico e coinvolgente.

L’elemento centrale del progetto è un giunto metallico, che consente ai pannelli di ruotare a diverse angolazioni (30, 40 e 60 gradi) e di diventare superfici di appoggio. Questo sistema permette ai visitatori di interagire direttamente con l’allestimento, toccando e muovendo i pannelli, trasformando la visita in un’esperienza attiva.

L’uso di un unico elemento di connessione dimostra un approccio progettuale basato su modularità, funzionalità ed economia dei mezzi. La struttura è stabile, ma anche leggera e smontabile, ottimizzando materiali e semplificando il montaggio. Questo progetto esprime appieno la filosofia dei Castiglioni, fondata sulla sperimentazione e sulla ricerca di soluzioni versatili e innovative.

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