Padiglione Rai 1965

Achille & Pier Giacomo Castiglioni

1965

Un’Architettura Immersiva

Nel 1965, Achille e Pier Giacomo Castiglioni progettarono il padiglione Rai per la Fiera Campionaria di Milano, in collaborazione con Enzo Mari, che curò la grafica del progetto. L’allestimento, dal titolo “Collegamenti perfetti e complessi mezzi tecnici portano in casa gli avvenimenti di ogni giorno”, era concepito come una struttura modulare e dinamica, pensata per coinvolgere attivamente il pubblico.

Il padiglione aveva una configurazione innovativa: un unico canale orizzontale, dal quale si innalzavano cinque “cannocchiali” di diverse altezze, ciascuno dedicato a un aspetto della diffusione televisiva. I visitatori percorrevano un percorso obbligato all’interno di questa struttura sospesa, accompagnati da un sottofondo sonoro e illuminati dalla luce naturale filtrante dalle aperture superiori, che enfatizzava l’esperienza visiva.

L’intero padiglione era protetto da una grande struttura modulare trilitica in ferro, alta fino a 10 metri e coperta da una lamiera grecata. La sua flessibilità consentiva l’inserimento di pareti di tamponamento, permettendo di adattare lo spazio espositivo. Tuttavia, nel 1965 non si optò per una chiusura completa.

L’analisi storica e progettuale del padiglione ha evidenziato tre aspetti chiave: il contesto, l’allestimento e l’integrazione del visitatore nell’esperienza espositiva. Il pubblico, infatti, non era solo spettatore ma parte attiva dell’installazione, modificando la percezione dello spazio con la propria presenza. L’uso consapevole della luce naturale e la semplicità della struttura dimostrano l’efficacia del design, rendendo il padiglione un esempio di architettura espositiva innovativa e immersiva.

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