Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
Una "controstoria" dell'esporre che analizza e rilegge gli allestimenti in ottica di sostenibilità.
Gli aggiornamenti sulle ricerche attualmente svolte da aziende, enti, progettisti e ricercatori dell'exhibit.
Gli strumenti e le normative per calcolare e monitorare l'impatto di un allestimento.
Soluzioni di eco-desgin per creare allestimenti riadattabili evitando di danneggiare le componenti.
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Carlo Scarpa
1956
Modularità, leggerezza e rigore geometrico
La mostra retrospettiva dedicata a Piet Mondrian, organizzata dall’allora soprintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna Palma Bucarelli, rappresentò un evento di grande rilievo per l’Italia, essendo la prima retrospettiva postbellica dedicata all’artista. L’allestimento, affidato a Carlo Scarpa, fu concepito con una particolare attenzione alla leggerezza, alla modularità e alla trasportabilità, caratteristiche fondamentali per permettere il successivo trasferimento della mostra a Palazzo Reale a Milano.
Il percorso espositivo si articolava in sei sezioni, seguendo con rigore il processo evolutivo della ricerca artistica di Mondrian. I pannelli modulari, realizzati in tela grezza sbiancata, riprendevano il linguaggio del movimento De Stijl, evocando le linee nette, l’equilibrio e la purezza geometrica proprie dell’opera dell’artista olandese. La disposizione delle opere era studiata per mettere in dialogo le sequenze cronologiche e tematiche con la forza espressiva dei singoli dipinti, offrendo al visitatore un’esperienza ordinata, chiara e al tempo stesso coinvolgente.
Ricerca TOCC – Digitale della Società Social Factory e condotta dal gruppo di lavoro Politecnico di Milano, Clister NSBVN – Sustainable Exhibit e Ideas Srl.
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