Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
Una "controstoria" dell'esporre che analizza e rilegge gli allestimenti in ottica di sostenibilità.
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Studio Azzurro
2017
Progettare l’invisibile: tecnologia, leggerezza e movimento
La mostra Progetti d’acqua, allestita da Studio Azzurro negli spazi suggestivi del Magazzino del Sale a Venezia, è nata dall’osservazione dei disegni di Renzo Piano e dall’interpretazione sensoriale dello spazio della Fondazione Vedova. Otto “isole” fluttuanti presentavano i cosiddetti “scarabocchi asemantici” di Piano, animati su schermi trasparenti che univano schizzi, disegni tecnici e immagini delle opere realizzate. Il percorso visivo si completava con suoni e flussi d’acqua digitali che periodicamente “lavavano” le superfici, simboleggiando il continuo rinnovarsi dell’atto creativo.
Dal punto di vista tecnico, la videoproiezione è stata realizzata con proiettori NEC PA653U da 6.500 lumen, inclinati di circa 20° per adattarsi agli spazi, e sincronizzati tramite videoplayer in rete. Gli schermi in metacrilato trasparente sono stati trattati con tre tecniche differenti: una pellicola di retroproiezione bifacciale con angolo di visione di 180°, una pellicola olografica Holopro che mantiene la trasparenza e sovrappone le immagini allo sfondo, e infine una parte dipinta a tempera bianca opaca, per ottenere un effetto pittorico e materico.
Dallo studio di questa esposizione e grazie all’incontro con l’architetto Alessandro Traldi, si coglie come ogni dettaglio tecnico possa trasformarsi in un elemento poetico. L’architetto ha dovuto confrontarsi con la sfida di uno spazio molto lungo e stretto: ne è nato un meccanismo straordinario ispirato alla dinamicità di Emilio Vedova. Un binario dorato, pensato per resistere all’umidità e permettere il passaggio di corrente, accoglie un braccio robotico che movimenta i quadri archiviati come in una rastrelliera.
Anche i giunti e gli attacchi — pur essendo elementi standard reperibili a catalogo — sono stati selezionati con grande cura, per garantire stabilità senza forare o alterare in modo permanente le strutture esistenti. L’intero allestimento dimostra come la tecnologia, se ben integrata, possa sostenere una narrazione artistica leggera e potente al tempo stesso.
Ricerca TOCC – Digitale della Società Social Factory e condotta dal gruppo di lavoro Politecnico di Milano, Clister NSBVN – Sustainable Exhibit e Ideas Srl.
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