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Franco Albini
1941
Tra leggerezza e funzionalità
Nel 1941, la Pinacoteca di Brera ospita la mostra Scipione, il bianco e il nero, dedicata all’artista Gino Bonichi (Scipione), esponente della Scuola Romana. L’allestimento di Franco Albini si distingue per un sistema innovativo di supporti sospesi, con aste e tiranti che creano un ambiente dinamico. Il contrasto tra luce e ombra, elemento centrale nella poetica di Scipione, trova una forte risonanza in questa soluzione espositiva. Le opere emergono in uno spazio essenziale, privo di scenografie invasive, favorendo un dialogo diretto con l’ambiente.
Una griglia di cavi d’acciaio, sospesa a tre metri d’altezza, sorregge montanti in legno a forma di fuso. Questi supporti accolgono le opere con diverse modalità: quadri su fondali di stoffa, disegni su lastre di vetro e disegni contemporanei su piani inclinati protetti da vetro. Un nastro di carta da disegno e teli di carta da tappezzeria uniscono le quattro sale, diffondendo la luce e creando un’atmosfera sospesa. Le opere più significative trovano posto su fondali di mattoni a vista, stabilendo un legame tra il cromatismo dei dipinti e il contesto architettonico.
Il montaggio della mostra prevede una griglia modulare di cavi metallici fissata alle pareti perimetrali. Le aste, posizionate con precisione, garantiscono stabilità e leggerezza, mentre giunti cilindrici regolabili permettono di adattare i supporti in base alle necessità espositive. Albini esplora soluzioni diverse per ogni opera, con supporti sospesi che enfatizzano la leggerezza delle immagini e piani inclinati per la presentazione dei disegni.
Il progetto espositivo ricerca un equilibrio tra funzionalità ed estetica, dando vita a uno spazio fluido e leggero, dove le opere sembrano fluttuare nel vuoto. L’uso sensibile di materiali come acciaio e vetro valorizza le loro qualità senza aggiungere elementi superflui. Albini plasma forme e spazi con naturalezza, lasciando che i materiali parlino da soli, senza sopraffarli con strutture invasive.
Ricerca TOCC – Digitale della Società Social Factory e condotta dal gruppo di lavoro Politecnico di Milano, Clister NSBVN – Sustainable Exhibit e Ideas Srl.
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