Showroom Flos

Achille & Pier Giacomo Castiglioni

1968

Innovazione nell’allestimento luministico

Achille e Pier Giacomo Castiglioni hanno profondamente innovato l’allestimento luminoso, eliminando le tradizionali vetrine e creando strutture indipendenti che mettono in risalto le lampade in un ambiente dinamico e intimo, dove la luce stessa diventa protagonista. L’allestimento si caratterizzava per un’atmosfera di penombra, grazie a pareti e soffitti in tessuto marrone scuro, da cui emergono vetrine mobili bianche in laminato plastico. Queste vetrine, montate su ruote e cablate al soffitto, potevano essere disposte singolarmente o in gruppi, isolando ciascuna lampada e permettendo di osservarla da tutte le angolazioni, sia accesa che spenta. Questo sistema modulare rendeva l’esposizione altamente adattabile, consentendo di riorganizzare facilmente lo spazio in base alle necessità del momento.

Lo showroom, caratterizzato da elementi modulari e mobili, trasformava l’esposizione in un’esperienza immersiva, dove lo spazio veniva quasi annullato, creando un “palcoscenico” libero in cui le lampade, come veri protagonisti, venivano illuminate da prove di luce continue. Le grandi scatole montate su ruote, che costituivano l’allestimento, funzionavano come piccoli teatrini indipendenti, in cui la luce veniva controllata in modo dinamico, simile a un vero spettacolo teatrale. La possibilità di spostare questi volumi con facilità permetteva di creare un paesaggio geometrico fluido e versatile, che enfatizzava la qualità e l’unicità degli oggetti esposti.

Questo approccio dinamico e flessibile allo spazio espositivo, che elimina la rigidità delle vetrine tradizionali, non solo mette in evidenza ogni lampada, ma favorisce anche una maggiore interazione tra il pubblico e l’esposizione. L’allestimento diventa così un luogo di scoperta, in cui gli spazi possono essere continuamente trasformati, offrendo esperienze nuove e coinvolgenti. Inoltre, il controllo preciso dell’illuminazione e l’integrazione tecnologica ottimizzano non solo l’esperienza visiva, ma anche l’efficienza energetica. L’analisi di questo modulo ha fornito importanti spunti per ripensare gli spazi espositivi in maniera più flessibile, dinamica e interattiva, ponendo la luce al centro dell’esperienza visiva e dell’interazione con il pubblico.

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Ricerca TOCC – Digitale della Società Social Factory e condotta dal gruppo di lavoro Politecnico di Milano, Clister NSBVN – Sustainable Exhibit e Ideas Srl.