Un percorso per la formazione della figura dell'eco-allestitore tenuto da ricercatori e professionisti.
Una "controstoria" dell'esporre che analizza e rilegge gli allestimenti in ottica di sostenibilità.
Gli aggiornamenti sulle ricerche attualmente svolte da aziende, enti, progettisti e ricercatori dell'exhibit.
Gli strumenti e le normative per calcolare e monitorare l'impatto di un allestimento.
Soluzioni di eco-desgin per creare allestimenti riadattabili evitando di danneggiare le componenti.
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Franco Albini, Franca Helg
1961
Un nuovo linguaggio espositivo
L’allestimento della mostra “La Montecatini nel sud d’Italia” alla Fiera Campionaria di Milano del 1961, realizzato da Albini e Helg, si distingue per un linguaggio espositivo innovativo. Pur mantenendo principi essenziali già sperimentati in precedenti progetti, introduce una modularità orizzontale e ripetitiva basata sulla forma della H, sviluppata su tre livelli: alla base, all’altezza della testa dei visitatori e sotto il soffitto.
Questa struttura elimina un unico punto di vista privilegiato, favorendo un’interazione fluida e dinamica con lo spazio. L’assenza di gerarchie visive crea un ambiente leggero ed etereo, attraversabile da sguardi incrociati e percepibile in maniera uniforme. Tutti gli elementi – dai plastici agli impianti industriali, dai pannelli fotografici ai grafici – godono della stessa importanza, rafforzando un’idea di equilibrio spaziale.
L’allestimento si caratterizza anche per soluzioni tecniche sofisticate, come i tiranti metallici che sospendono le fasce di metallo nero e suddividono lo spazio secondo una rigorosa modularità verticale. Il sistema costruttivo prevede profilati a C, tondini filettati con manicotti e controdadi, garantendo stabilità e facilità di montaggio. Il controsoffitto, strutturato a griglia, contribuisce all’ordine visivo e valorizza l’illuminazione indiretta.
Questa esperienza ha rappresentato un’importante occasione di apprendimento, affinando la capacità di osservazione e analisi critica. Lo studio dell’allestimento ha evidenziato il valore della coerenza tra progetto e realizzazione, l’importanza della ricerca strategica di materiali e la necessità di un approccio logico alla progettazione. In sintesi, il metodo di Albini e Helg non solo ridefinisce il concetto di spazio espositivo, ma offre spunti per un design più funzionale, democratico e flessibile.
Ricerca TOCC – Digitale della Società Social Factory e condotta dal gruppo di lavoro Politecnico di Milano, Clister NSBVN – Sustainable Exhibit e Ideas Srl.
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